Un blog? Introduzione breve, ma intensa

Aggiornato il: feb 6

L'introduzione è una brutta bestia, l'ho sempre odiata. Come scrivere una bio, l'inizio di un tema o il curriculum. Provo a modo mio.

Sono Giulia, anche se ormai tanti mi chiamano Muna, e lavoro ad Oltre le nuvole, il mio studio di illustrazione. Sempre difficile distinguere le cose e non lo è solo per voi: ho fatto decisamente un po' di confusione negli anni. Vi chiedo perdono.

In ogni caso, ad ora, ho così suddiviso la mia casa:

- Le fondamenta sono il disegno. Il disegno è la prima vocazione, quell'offerta potente da "luce divina" a cui proprio non puoi dire di no. Quindi ogni cosa parte da lì: la mia formazione scolastica ne è la prova. Non ho mai pensato di fare l'avvocato, per intenderci, e nemmeno l'astronauta. Sapevo fin da subito che sarebbe finita così. Comunque non mi metto a parlare del disegno ora, farò un articolo dedicato.

- Il muro portante è la scrittura. Ricordo ancora i primi temi alle medie: li fotocopiavo per riscriverli meglio, anche a distanza di mesi. Una pazza insomma. Ho almeno cinque diari - nascosti per bene - della mia adolescenza. Mi viene naturale scrivere, annotare e attaccare post-it. Grazie alla scrittura riesco a far uscire i pensieri senza aver paura di perderli. Quando tutto crolla, il muro portante della scrittura è per me la salvezza.

- Il tetto è l'essenza. Che roba è l'essenza? Vuol dire voler trovare una risposta, a tutto. A tratti esistenzialista direi, filosofa, pensatrice o per gli scettici semplicemente pignola. Dico esistenzialista perché cerco di rispondere arrivando ai minimi termini a domande come: "Cos'è la vita?". Ricerco il punto di partenza (o di fine), scavo fino alla radice delle cose. L'essenza è il tetto che riceve la pioggia di domande che mi pongo ogni giorno. Vivrei meglio se non fosse così, ma se non do una risposta a tutto, mi piove dentro e affogo. Io vivo per raccogliere questa pioggia e non vi è rimedio; è così e basta.

- Le finestre sono le idee. L'idea è una cosa che nasce dall'essere una "creatura creativa", penso. Su questa questione devo ancora ragionarci un po', è difficile. Le idee però mi vengono naturalmente e mi danno la forza di credere in quello che faccio. Mi aiutano ad affacciarmi su un mondo che prima di quel momento ancora non conosco. Pensieri sempre nuovi che mi portano in luoghi lontani che mai raggiungerei senza questo “potere”. Che sia solo curiosità, scoperta o spiccata ispirazione? Non so. So solo che io mi nutro di idee, come fossero brioches a colazione.

- Le porte sono l'esperienza. Ora come ora, non valuto altro che la mia esperienza e quella di pochi altri per decidere come muovermi e da che parte andare. Ho aperto talmente tante porte che probabilmente farò un articolo esclusivamente su quello. Porte attraversate, chiuse definitivamente o mai aperte. Di tante non trovo nemmeno più la chiave, però ho imparato a conoscere tutte le serrature. Vita breve, ma intensa la mia, proprio come questa introduzione.

- Le scale sono il momento presente. Queste scale sono ancora in costruzione, ho comprato i materiali da poco: mancano ancora dei gradini, ma siamo a buon punto. Io pensavo di mettere un ascensore, ma ho fatto i conti male. Dare importanza al presente vuol dire vivere questo momento senza pensare necessariamente al futuro, vuol dire regalare tempo a se stessi e concedersi il bene. Le scale sono fondamentali per arrivare nella camera che sta al piano di sopra. E in quella stanza c'è il letto che serve per riposarsi e stare bene. Ci vuole tempo per salire e costruire ogni gradino in modo ben saldo, ma ogni passo è uno scalino più in alto verso la crescita personale e interiore. Le scale sono fatte per salire perché non si può ancora volare, vanno all’insù e sono essenziali.

- I muri esterni di colore giallo sono il mio essere artista. Artista è quello che si vede o si percepisce. E stavolta come "artista" intendo proprio: persona che fa arte. Perché poi lo sapete bene, c'è tutto un mondo interiore dell'artista-essere che non è il momento di tirare in ballo. Artista come Muna, come Oltre le nuvole, come creativa e creatrice. Mamma di prodotti, stories, racconti, dipinti, workshop, canti e balli. Insomma il muro esterno è giallo come il colore della pazzia del mio bellissimo lavoro. E l'ho colorato io.


Alla fine mi son persa nel labirinto in giardino (che ancora non vi ho raccontato - lo farò) e non vi ho ancora scritto del perché voglio aprire un blog. Beh, semplicemente perché mi va e perché scriverei in ogni caso, ma lo farei su fogli sparsi e probabilmente li perderei come sempre. Qui almeno rimangono.

O forse perché in realtà ho sempre sognato di diventare come una di quelle scrittrici dei film americani. Scrivere a macchinetta, deprimersi, stare sul divano e dopo novanta minuti riuscire a pubblicare un libro e diventare miliardaria. A me non succederà, ma non si sa mai.

In questo blog troverete tutti i vari pezzetti della mia casa divisi per argomenti: vocabolari personali, arte, idee, consigli e racconti. Che poi magari qualcuno si appassiona alle cavolate che scrivo. Chi lo sa.

Vi saluto e ci si vede presto tra queste righe qui, oltre le nuvole.


Ah, la mia casa è un loft con soppalco. Questo dev'essere chiaro.

a volte Giulia,

a volte Muna.

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